Chiesa

La Chiesa

Il 23 dicembre del 1970 viene nominato il primo parroco di San Felice: è don Enrico Anzaghi, allora quarantenne, coadiutore alla parrocchia della SS. Trinità di Milano. Il giorno dopo don Enrico è già a San Felice. È Monsignor Angelo Conca della Curia Arcivescovile a celebrare la prima Messa di Natale nel quartiere la sera del 24. La Chiesa è in un magazzino di circa 350 mq sotto il tunnel vicino alla Torre l: un tavolino serve da altare, i paramenti vengono prestati dalla Parrocchia di Segrate, le panche sono prese in prestito dalla mensa operai del cantiere. Sono presenti circa 40 persone. Un’altra trentina parteciperà alla Messa del giorno di Natale alle 11,30. Il tunnel viene ben presto battezzato "il tunnel della Standa", dato che il supermercato entra in funzione nel medesimo anno.

La Chiesa di San Felice fu consacrata il 9 giugno del 1976 dal Cardinal Giovanni Colombo e dedicata ai Santi Carlo e Anna, in onore del costruttore Carlo Bonomi e della figlia Anna Bonomi Bolchini, proprietari delle Beni Immobili Italia.

Sant’Anna era la madre della Madonna. Fu Papa Gregorio XIII che nel 1584 impose la festa di precetto a tutta la Chiesa cattolica. San Carlo Borromeo (1538-1584), uno dei più grandi vescovi di Milano, fu invece canonizzato da Papa Paolo V nel 1610.

Al momento della consacrazione, nell’altare della Chiesa furono sigillate le reliquie di San Felice e San Nabore, i due martiri cristiani morti a Laus Pompeia, oggi Lodi Vecchio, nel 303, al tempo della grave persecuzione scatenata dall’imperatore Diocleziano, la cui festa cade il 12 luglio. A San Felice era dedicata anche la vecchia cascina che esisteva nella zona e che aveva preso il suo nome da una piccola edicola dedicata al Santo e documentata da una visita di Carlo Borromeo nel 1566.

Ma tutto questo fu dimenticato al momento dell’intitolazione delle Chiesa, per la quale si preferirono i fondatori del quartiere.

La Chiesa rappresenta la rielaborazione dell'originario progetto di Caccia Dominioni realizzata dallo Studio Bonomi. Finalmente, lo studio degli architetti Luciano Buttura e Paolo Malcaus, modificando la proposta della Bonomi, realizzò il progetto definitivo.

Il fabbricato è di quelli che si possono chiamare “a monoblocco”, nel senso che nel medesimo corpo vengono a trovarsi la chiesa, le opere parrocchiali, le abitazioni per il parroco e per l’eventuale coadiutore sacrestano o altro sacerdote. Per la particolare conformazione del terrapieno messo artificialmente, la chiesa vera e propria si trova sulla cima di un rilievo, al quale si accede per mezzo di due rampe semicircolari e di scalinate. Nel seminterrato si trovano le opere parrocchiali (oratorio, aule) e dove il dislivello è maggiore sono situate le abitazioni. Il tutto organicamente disposto in modo che un ampio tetto in rame copra l'intero complesso.

Fu lo scultore Mauro Baldessari, che casualmente insegnava nella scuola media di San Felice insieme a don Enrico, a proporre un prototipo di arredo che entusiasmò l’architetto Buttura. Ci vollero anni per realizzarlo, ma a quel punto la Chiesa di San Felice fu la prima in Europa a utilizzare per l’arredo la scultura invece di elementi architettonici costruiti.

Mauro Baldessari realizzò, dietro suggerimento di don Enrico, anche una statua della Madonna in legno di mogano alta più di 2 metri. Ci vollero due anni per completarla. La statua rimase in Chiesa per sette anni, ma non piaceva forse per il suo atteggiamento diverso dalla norma, “combattivo”, scrisse lo scultore, e così finì nel suo studio.

Di Mauro Baldessari è anche la bella vetrata.

Dopo don Enrico (1971-1983) si sono succeduti a San Felice altri quattro parroci: don Giampiero Somenzi (1983-1993), don Maurizio Ormas (1993-1995) e don Francesco Vitari (1998-2012). Dal 2012 è parroco don Paolo Zucchetti. Altre figure “storiche” della vita parrocchiale sono stati don Gabriele Mangiarotti, il mitico Donga (1973-1986) e don Walter Zatta (1986-1997), che ha retto la parrocchia dopo la morte di don Giampiero.

Il parroco è affiancato da un Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) e da un Consiglio per gli Affari Economici (CAEP) che sono eletti ogni quattro anni dall’Assemblea dei parrocchiani. Gli attuali CPP e CAEP sono in carica dalla fine di aprile del 2015.

Dal 1972 la parrocchia pubblica il giornalino “7 giorni a San Felice”. Il sito web della parrocchia è www.san-felice.it


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